Autori
Baccarini, Emilio
È docente di Antropologia filosofica presso l’Università di Roma Tor Vergata. Di formazione fenomenologica (Fenomenologia. La filosofia come vocazione, Roma 1981), negli anni si è occupato a lungo anche del pensiero ebraico contemporaneo, in particolare di Rosenzweig, Levinas (Levinas. Soggettività e infinito, Roma 1985), Heschel e del pensiero dialogico (La soggettività dialogica, Roma 2002; La persona e i suoi volti, (Roma 2003). Baccarini è inoltre fondatore e direttore della rivista di filosofia online Dialegesthai (http://mondodomani.org/dialegesthai).
Biancu, Stefano
Stefano Biancu è Privat-Docent in Etica all’Università di Ginevra. Insegna anche, come professore a contratto, all’Università Cattolica di Milano. Dottore di ricerca in Filosofia e scienze umane (2006) e in Teologia (2010), ha pubblicato La poesia e le cose. Su Leopardi (Mimesis, Milano 2006) e numerosi saggi in volumi e riviste internazionali. Ha recentemente curato i volumi Il Corpo (con G. Pugliesi, Cittadella, Assisi 2009), Autorità. Una questione aperta (con G. Tognon, Diabasis, Reggio Emilia 2010), Culpabilité et rétribution: essais de philosophie pénale (con A. Bondolfi e F. De Vecchi, Schwabe, Basilea 2011).
http://www.unige.ch/theologie/faculte/collaborateurs/ethique/biancu.html
Brague, Rémi
Nato nel 1947, è professore emerito di Filosofi a Medievale e Araba presso l’Università Parigi I. Insegna anche alla Ludwig-Maximilian-Universität di Monaco dove è titolare dalla Cattedra Romano Guardini. È stato professore invitato alla Boston University, all’Universidad de Navarra (Pamplona) e all’Università San Raffaele (Milano). È membro dell’Institut de France (Accademia delle scienze morali e politiche). È autore di: La loi de Dieu. Histoire philosophique d’une alliance, Gallimard, Paris 2008; Au moyen du Moyen âge. Philosophies médiévales en chrétienté, judaïsme et islam, Flammarion, Paris 2008; Les Ancres dans le ciel ou l’infrastructure métaphysique, Seuil, Paris 2011. In italiano esistono: Il futuro dell’occidente. Nel modello romano la salvezza dell’Europa, Bompiani, Milano 2005; La saggezza del mondo. Storia dell’esperienza umana dell’universo, Rubbettino, Soveria Mannelli 2005; Il Dio dei cristiani, l’unico Dio?, Cortina, Milano 2009.
Buzzoni, Marco
È professore ordinario di Filosofia della Scienza presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane dell’Università di Macerata. Ricercatore von Humboldt presso le università di Würzburg (1988-1989, 2002, 2006), Marburg (2004) ed Essen (2010), è membro ordinario dell’Académie Internationale de Philosophie des Sciences. Fra i suoi libri: Conoscenza e realtà in K.R. Popper (1982), Semantica, ontologia ed ermeneutica della conoscenza scientifica. Saggio su Thomas Kuhn (1986), Paul Ricoeur. Persona e ontologia (1988), Operazionismo ed ermeneutica. Saggio sullo statuto epistemologico della psicoanalisi (1989); Scienza e tecnica. Teoria ed esperienza nelle scienze della natura (1995), Esperimento ed esperimento mentale (2004),Thought Experiment in the Natural Sciences (2008).
Campodonico, Angelo
Nato a Rosario (Argentina) nel 1949 è professore ordinario di Filosofia morale, Antropologia filosofica e Filosofia dell’interculturalità nell’Università di Genova dove è Presidente del corso di laurea in filosofia e Coordinatore del Dottorato in Filosofia. Socio ordinario della Pontificia Accademia di San Tommaso, è membro del Comitato scientifico del Centro di Etica generale e applicata – Almo Collegio Borromeo, della collana di Filosofia morale e dell’Annuario di etica – Editrice Vita e Pensiero – Milano e della rivista on line “Philosophical News”. Ha tenuto conferenze e seminari, oltre che in molte Università italiane, nelle Università di Oxford, Notre Dame, Barcellona, Salamanca, Namur, Lugano, Buenos Aires e S. Fé. Le sue principali linee di ricerca riguardano la riflessione sull’uomo tra natura, intersoggettività e cultura, il tema della norma e della virtù in etica e le problematiche connesse all’interculturalità. Ha scritto su Aristotele, Agostino, Tommaso, Hobbes, il pensiero cristiano del Novecento e l’etica angloamericana contemporanea. Tra le sue recenti pubblicazioni Chi è l’uomo? Un approccio integrale all’antropologia filosofica, Rubbettino 2007 e (con M. S. Vaccarezza) Gli altri in noi. Filosofia dell’interculturalità, Rubbettino 2009.
De Anna, Gabriele
Gabriele De Anna è ricercatore universitario in filosofia politica presso l’Università di Udine. Ha studiato filosofia a Padova (laurea e dottorato) e a St. Andrews, in Scozia (Master e PhD). È stato Visiting Fellow al Centre for the Philosophy of Science della Pittsburgh University, Marie Curie Fellow all’University of Cambridge, e professore di filosofia alla Bamberg Universität, in Germania. Si interessa di metafisica, di filosofia politica, e dei rapporti tra le due. È autore di vari volumi, tra cui Individuo e persona (Bompiani, Milano 2007, con G. Boniolo e U. Vincenti), e Causa, forma e rappresentazione (FrancoAngeli, Milano 2010). Ha curato diverse collettanee, tra cui Evolutionary Ethics and Contemporary Biology (Cambridge University Press, Cambridge 2006).
De Caro, Mario
Professore associato di Filosofia morale all’Università Roma Tre; dal 2000 insegna anche a Tufts University. È stato per due anni Visiting Scholar al MIT e Fulbright Fellow alla Harvard University. E’ vicepresidente della Società Italiana di Filosofia Analitica. È membro dei comitati scientifici di varie riviste internazionali. Oltre che in Italia, ha tenuto conferenze in Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Stati Uniti.Ha scritto Dal punto di vista dell’interprete (Carocci 1998), Il libero arbitrio (Laterza 2004), Azione (Il Mulino 2008) e curato varie antologie tra cui, con D. Macarthur, Naturalism in Question (Harvard University Press 2004/2008), Normativity and Nature (Columbia University Press 2009) e Philosophy in an Age of Science, antologia di saggi di Hilary Putnam (Harvard University Press, in corso di stampa).
Si interessa di etica, filosofia dell’azione, teorie del naturalismo e libero arbitrio.
Favaro, Andrea
Andrea Favaro insegna Filosofia del diritto presso la Facoltà di Diritto Canonico dello Studium Generale Marcianum di Venezia ed è avvocato e Direttore della Rivista “L’Ircocervo. Rivista elettronica italiana di metodologia giuridica, teoria generale del diritto e dottrina dello stato” (www.filosofiadeldiritto.it – www.lircocervo.it). Membro di vari comitati scientifici per Fondazioni, Istituti e Riviste ha svolto studi e ricerche presso l’Università di Padova, l’Università di Torino, la Pontificia Università Gregoriana, la Pontificia Università della Santa Croce, la Grand State Valley University, l’Université Paris 1 Panthéon – Sorbonne e la Katholieke Universiteit Leuven.
Le sue ricerche si muovono negli ambiti della epistemologia giuridica, della teoria generale del diritto e del diritto canonico con particolare attenzione alle questioni teorico-pratiche legate alla crisi della sovranità e della democrazia e ai paradigmi della razionalità e della autonomia.
Foot, Philippa
Philippa Ruth Foot (Owston Ferry, 3 ottobre 1920-Londra, 3 ottobre 2010), nata da William Sydney Bence e Esther Cleveland Bosanquet (figlia del Presidente degli Stati Uniti Grover Cleveland), è stata una tra le filosofe morali più originali e influenti dell’ultimo millennio.
Ha ricevuto il suo BA (1942) e MA (1946) presso il Somerville College di Oxford. Ha sposato Michael Foot nel 1945 e ha iniziato ad insegnare filosofia morale presso il Somerville rivestendo diversi ruoli accademici: Lecturer in Philosophy (1947-50), Tutorial Fellow (1950-69), Vice-principal (1967-69), Senior Research Fellow (1979-88), e sempre in questo ateneo è stata poi insignita della onorificenza di Honorary Fellow come anche presso la University of California, Los Angeles.
Nel 1976 è divenuta Full Professor presso la UCLA, dove è stata nominata prima titolare della prestigiosa cattedra Gloria and Paul Griffin in filosofia nel 1988. Nel 1982-83 è stata Presidente della Pacific Division della American Philosophical Association. Ricevette la rara onorificenza di Fellow sia della British Academy che della American Academy of Arts and Sciences.
La Foot fu tra i primi esponenti del ‘realismo morale’ o ‘cognitivismo’, teoria secondo la quale possono darsi vere proposizioni morali e i valori non possono essere completamente separati dai fatti. Molto importante fu l’incontro con Gertrud Elizabeth Margeret Anscombe, che la portò ad approfondire l’ambito di filosofia morale. Anscombe insegnava Aristotele, mentre la Foot Platone; quando non avevano lezione erano solite discorrere di filosofia. Sin dai suoi primi scritti si mostrò critica verso l’antinaturalismo; nella sua concezione filosofica vi sono alcune caratteristiche fattuali dotate inevitabilmente di significati valutativi. Criticando Kant, si oppose inoltre al linguaggio del dovere assoluto sostituendolo con il lessico delle virtù e dei vizi, desunto dalla lettura di Aristotele e Tommaso d’Aquino e reinterpretato quindi in chiave naturalistica. In tale prospettiva i giudizi morali sono degli imperativi ipotetici e non categorici in quanto manifestano interessi e desideri che ineriscono alla natura del soggetto.
Nota per i suoi saggi raccolti in Virtues and Vices and Other Essays in Moral Philosophy, (University of California Press, Berkeley and Los Angeles 1978 – Clarendon Press, Oxford 2002; una selezione di saggi è apparsa poi in Virtù e vizi, tr. it. a cura di L. Ceri, presentazione di L. Fonnesu, Il Mulino, Bologna 2008), e per i numerosi altri articoli comparsi in riviste scientifiche e letterarie, tenne numerose lezioni e conferenze in atenei americani e britannici, come anche nelle più importanti città del mondo. Dopo essersi dimessa dal suo ruolo presso la UCLA nel 1991, ha continuato ad essere una scrittrice produttiva e a partecipare in modo attivo nelle discussioni filosofiche in etica.
Ha tenuto corsi come visiting professor in diverse università americane incluse la Cornell, la University of California a Los Angeles, la University of California a Berkeley, e il Massachussetts Institute of Technology, la New York University, e Princeton.
Nella raccolta di saggi in suo onore Virtues and Reasons: Philippa Foot and Moral Theory. Essays in Honour of Philippa Foot (G. Lawrance, R. Hursthouse, W. Quinn (eds.), Oxford, 1995), Rosalind Hursthouse dichiara che la Foot è l’esponente moderno più autorevole nel campo dell’etica delle virtù. Seguendo la tradizione di Aristotele e Tommaso d’Aquino, la Foot ha insistito che una sana filosofia morale trovi il suo radicamento in una teoria delle virtù e dei vizi. In accordo con questo, Virtues and Vices trova il suo inizio proprio a partire da una analisi approfondita del concetto di virtù. La Foot è anche nota per il suo lavoro su questioni specifiche della morale, quali l’aborto e l’eutanasia. Ricordiamo qui il suo saggio del 1967 “The Problem of Abortion and the Doctrine of Double Effect” e quello del 1977 intitolato “Euthanasia”.
La connessione tra i fatti e i valori è il tema principale nel persistere in opposizione all’emotivismo e al prescrettivismo in etica. A proposito si leggano i saggi “Moral Arguments” (1958), “Moral Beliefs” (1958), “Goodness and Choice” (1961), e “Morality as a System of Hypothetical Imperatives”. In contrasto con le dottrine prevalenti nel panorama etico analitico contemporaneo, nel suo saggio “Approval and Disapproval” (1977), la Foot sottolinea il carattere sociale in contrasto con il carattere individualistico della moralità.
Tra le sue pubblicazioni più importanti ricordiamo qui i suoi ultimi testi più recenti: Natural Goodness, (Clarendon Press, Oxford 2001; La natura del bene, tr. it. a cura di E. Lalumera, prefazione di L. Fonnesu, Il Mulino, Bologna 2007), Moral Dilemmas and Other Topics in Moral Philosophy (Oxford 2002).
Vi è una recente tendenza negli studiosi del pensiero della Foot di suddividere il suo lavoro in tre fasi (vd. Gawin Lawrence, In Hursthouse et al. 1995). La “prima” Foot attacca la dicotomia fatto/valore, ma ancora sostiene che le considerazioni morali forniscono le ragioni per agire per qualsiasi individuo. La Foot nel suo “periodo intermedio”, in riferimento alla moralità come un sistema di imperativi ipotetici ha argomentato contro la necessaria razionalità della azione morale. Nel suo stesso libro Natural Goodness, la Foot etichetta questa concezione della moralità come ‘indigesta’. L’“ultima” Foot sostiene infine che agire moralmente è agire razionalmente, e la razionalità pratica in sé è necessariamente correlata alla bontà umana: «Voglio dire, seppur in malo modo, che non c’è alcun criterio per la razionalità pratica che non è derivato da quello della bontà della volontà» (Natural Goodness, tr.it., p. ). Ma la sua visione qui non è decisamente kantiana. Influenzata dai suoi mentori – Aristotele, Tommaso d’Aquino, Elizabeth Anscombe – ma anche da filosofi contemporanei e da colleghi come Warren Quinn, Rosalind Hursthouse, Michael Thompson e Gavin Lawrance, la Foot sviluppa un’etica naturalistica fondata sui fatti della vita umana.
Guardando alla produzione della Foot nella sua interezza, si è colpiti non solo dalle sue analisi brillanti ma anche dal fatto che è sempre volenterosa di cambiare o modificare la sua posizione optando per un sano argomento. Non si è mai tirata indietro dinnanzi alla sfida di visioni contrarie e non ha esitato a rispondervi. Nel suo percorso non mancano delle costanti quali: la sua opposizione all’emotivismo, al prescrittivismo, all’utilitarismo, al kantismo, e la sua difesa del naturalismo e dell’etica delle virtù. Vanno inoltre ad aggiungersi alla vastità della sua produzione anche la vitalità e il rigore della sua analisi filosofica, una voce che continuerà a influenzare lettori, amici, colleghi e studenti: ella ha mostrato che la filosofia nel senso più genuino è davvero un dialogo in cerca della verità.
Fossati, Lorenzo
È ricercatore di Storia della filosofia presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica Sacro Cuore; svolge attività di insegnamento anche presso l’Istituto di Filosofia applicata della Facoltà di teologia di Lugano e presso l’Università Europea di Roma. I suoi ambiti di interesse sono il rapporto tra epistemologia e teologia, la filosofia austriaca e tedesca tra Otto e Novecento, la relazione tra logica e ontologia nella fenomenologia e nella filosofia analitica e il pensiero di Bernard Bolzano. Tra la sue pubblicazioni Ragione e dogma. Hans Albert critico della teologia (Guida, Napoli 2003) e Il concetto della filosofia in Bernard Bolzano (Isu Università Cattolica, Milano 2006).
Giuliodori, Lucio
Lucio Giuliodori insegna Italiano e Storia della Filosofia presso l’Università Pedagogica Statale di Mosca. Si è laureato all’Università di Perugia e ha poi conseguito il Dottorato di Ricerca al Pontificio Ateneo S. Anselmo con una tesi dal titolo: Abitare il luogo del confine: Pavel Florenskij e il mondo invisibile. I suoi interessi, oltre all’estetica florenskijana, riguardano i concetti di Tradizione e di filosofia perenne. Oltre ad articoli di carattere filosofico, ha pubblicato testi letterari e poetici.
Grygiel, Stanislaw
Stanislaw Grygiel, nato nel 1934 a Zembrzyce (Polonia), compie studi filosofici e filologici alle università di Cracovia, di Lublino e di Lovanio. Dal 1963 fino al 1980 è redattore del mensile “Znak” e professore di filosofia alla Pontificia Facoltà di Teologia di Cracovia. Sposato con due figli, dal 1980 è a Roma. Cofondatore e per alcuni anni direttore del periodico di cultura “Il Nuovo Areopago”, è professore emerito di Antropologia filosofica al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia presso la Pontificia Università Lateranense e direttore della Cattedra Karol Wojtyla presso lo stesso Istituto.
Hauerwas, Stanley
Stanley Hauerwas è nato a Pleasant Grove, Texas, il 24 luglio 1940 in una umile famiglia della ‘working class’. Ha studiato ‘liberal arts’ presso la Southwestern University dove ha conseguito il ‘bachelor degree’ nel 1962. Volendo dedicarsi agli studi teologici, Hauerwas si è iscritto alla Yale Divinity School dove ha conseguito la laurea nel 1965. Sempre a Yale ha conseguito il ‘master degre’ in teologia e filosofia e, in seguito, è stato accettato nel ‘Ph.D program’ della Yale University Graduate School.
Finiti gli studi nel 1968, per un breve periodo ha insegnato all’Augustana College di Rock Island, Illinois, prima di essere chiamato alla Notre Dame University nel 1970. Ha lavorato a South Bend per 14 anni per poi trasferirsi nel 1984 presso la Duke University dove è stato nominato ‘Gilbert T. Rowe Professor of Theological Ethics’. Hauerwas insegna tutt’oggi presso la Duke Divinity School.
Numerosissimi i riconoscimenti accademici che gli sono stati attribuiti; ricordiamo solamente l’invito alle prestigiosissime ‘Gifford Lectures’ dell’università di Saint Andrew, Scozia, nel 2001, e la nomina di “America’s Best Theologian” conferitagli nello stesso anno dalla rivista Time. L’Università di Edimburgo gli ha anche concesso il titolo di ‘Divinitatis Doctor’, il più alto riconoscimento accademico presente nel Regno Unito in ambito teologico.
Negli anni di studio a Yale, dove Hauerwas ha studiato sotto la guida di James Gustafson, il punto di riferimento è stato la tradizione di ‘Christian Ethics’ inaugurata da Niebuhr. Hauerwas ha più volte indicato il suo successivo lavoro come un superamento di quella scuola di pensiero, un superamento dettato soprattutto dagli insegnamenti del teologo mennonita John Howard Yoder e dallo studio delle opere di Karl Barth, i due pensatori cui Hauerwas riconosce maggiore importanza nella sua personale formazione ed impostazione culturale. Altro pensatore decisivo per il percorso intellettuale di Hauerwas è il filosofo Alasdair MacIntyre al quale è unito da un’amicizia ormai trentennale. La sua enfasi sulla decisività della narrazione, sul ruolo delle virtù e il suo lavoro di critica dei presupposti teorici e pratici del liberalismo hanno lasciato un’impronta indelebile sull’intera opera del teologo americano.
Scrittore realmente prolifico, Hauerwas si definisce come ‘christian ethicist’; il suo lavoro si caratterizza per la spiccata multidisciplinarietà: nei suoi testi egli si mette in dialogo con la teologia sistematica e la filosofia teologica ed etica, con la teoria politica e le scienze sociali, fino ad arrivare a cimentarsi anche nel campo dell’etica medica. Tutt’ora membro attivo della comunità accademica, Hauerwas si appresta a tenere il suo ultimo corso di ‘Christian Ethic’ nello ‘Spring Semester’ 2012.
Kögler, Hans-Herbert
Professore e Direttore del Diparitmento di filosofia della University of North Florida, Jacksonville. Ha tenuto numerosi seminari e conferenze presso la Alpe-Adria University Klagenfurt, Austria, e la Czech Academy of Social Sciences, Praga. Tra le sue maggiori pubblicazioni: The Power of Dialogue. Critical Hermeneutics after Gadamer and Foucault (1999); Michael Foucault (2nd edition 2004), Kultura, kritika, dialog (Prague 2006), ed è coautore del volume Empathy and Agency: The Problem of Understanding in the Human Sciences (2000).
Lenoci, Michele
Insegna Storia della filosofia contemporanea e Ontologia e metafisica presso l’Università Cattolica di Milano, dove dal 2002 è preside della facoltà di Scienze della formazione. Si è occupato, fra l’altro, del pensiero austriaco e tedesco tra Otto e Novecento, con particolare attenzione a Brentano, Meinong e alle origini della fenomenologia husserliana. Ha approfondito anche il personalismo scheleriano e le sue applicazioni, nonché i rapporti tra fenomenologia e filosofia dell’esistenza. Si interessa anche alle tematiche ontologiche nella filosofia di indirizzo analitico. Su questi temi ha pubblicato volumi e articoli.
Lynch, Michael P.
Insegna filosofia all’Università del Connecticut. È membro del Northern Institute of Philosophy all’Università di Aberdeen, e di Arché, centro di ricerca per gli studi filosofici all’Università di St. Andrews. Ha anche ottenuto una borsa di ricerca dal National Endowment for the Humanities (2009-2010). Si interessa principalmente di epistemologia, metafisica e di filosofia del linguaggio, sebbene si sia dedicato anche alla storia della filosofia e alla teoria del valore. È autore di molti testi tra cui Truth in Context (1998, 2001), True to Life (2004), e Truth as One and Many (2009).
Maletta, Sante
Sante Maletta è ricercatore di Filosofia politica presso l’Università della Calabria. Tra le sue principali pubblicazioni Hannah Arendt e Martin Heidegger. L’esistenza in giudizio (2001), Biografia della ragione. Saggio sulla filosofia politica di MacIntyre (2008). È membro della Società Italiana di Filosofia Politica e dell’International Society for MacIntyrian Enquiry. Fa parte della direzione scientifico-editoriale della rivista «Magazzino di Filosofia» ed è segretario della redazione scientifica dell’associazione «Prologos». Collabora con L’Institute for the International Education of Students di Milano, con la rete Storia e memoria e con l’organizzazione Foresta dei giusti nel mondo.
Mangini, Michele
Michele Mangini insegna Filosofia del diritto ed Etica e diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari. Ha studiato presso le Università di Yale, NYU, Harvard, Oxford e Sussex prevalentemente su temi legati alla teoria liberale ed all’etica delle virtù. I suoi scritti recenti più rilevanti riguardano la teoria liberale perfezionista (Il liberalismo forte. Per un’etica pubblica perfezionista, Mondadori, Milano 2004; con F. Viola, Diritto naturale e liberalismo. Dialogo o conflitto?, Giappichelli, Torino 2009). È attualmente impegnato in un tentativo di recuperare la ‘ragionevolezza’ aristotelica attraverso la retorica nell’ambito della teoria del ragionamento giuridico contemporaneo.
Manzotti, Riccardo
È ricercatore in psicologia presso la IULM di Milano dove si occupa di coscienza e psicologia dell’arte, laureato in filosofia e in ingegneria elettronica, dottore di ricerca in robotica. Da oltre dieci anni si occupa del problema della coscienza e della possibilità di realizzare modelli dell’esperienza fenomenica. Si è occupato di robotica e intelligenza artificiale prima di dedicarsi alla psicologia dell’esperienza soggettiva. Ha promosso convegni internazionali sulla coscienza naturale e artificiale e sulla psicologia dell’arte. Tra le sue pubblicazioni: Coscienza e Realtà (2001), Psicologia della Percezione Artistica (Milano 2006), Artificial Consciousness(Exeter 2007), L’esperienza. Perché i neuroni non spiegano tutto (Milano, 2008).
Marsonet, Michele
Ha conseguito i suoi studi presso l’Università di Genova (Italia) e Pittsburgh (U.S.A.). È professore Ordinario di Propedeutica filosofica e di Filosofia Teoretica nel Dipartimento di Filosofia dell’Università di Genova, dove attualmente insegna Filosofia della scienza e Metodologia delle Scienze umane. È inoltre Prorettore alle Relazioni Internazionali e Direttore del Dipartimento di Filosofia, Università di Genova. È stato Visiting Fellow nel Center for Philosophy of Science dell’Università di Pittsburgh e Visiting Professor in molte università nel mondo. Ha scritto molti libri in italiano e in inglese, tra cui: Science, Reality, and Language (State University of New York Press 1995), The Primacy of Practical Reason (University Press of America 1996), The Problem of Realism (ed., Ashgate 2002), Idealism and Praxis (Ontos Verlag 2008).
Mauri, Margarita
Margarita Mauri è professoressa di Filosofia morale della Facoltà di filosofia, Università di Barcellona. Si interessa di psocologia morale e sulla filosofia pratica di Aristotel, MacIntyre, Murdoch e le virtù nel pensiero antico e moderno. Conduce il progetto di ricerca Στάγειρα, Aristotelian Studies of Practical Philosophy. Ha inoltre pubblicato, Bien humano y moralidad (1990), Moral Knowledge in Aristotle’s Ethics (1992), Conocimiento moral; Shaftesbury, Hutcheson, Hume, Smith, Brentano, Scheler, Santo Tomás (2005), MacIntyre on Natural Law (2008), Self-Respect and Honesty (2011).
Mauro, Letterio
È professore ordinario di Storia della filosofia nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Genova. Si è occupato di varie figure del pensiero medievale (Bonaventura da Bagnoregio, Tommaso d’Aquino) e contemporaneo (Rosmini, Gioberti, Stein, Weischedel) soprattutto in riferimento al tema delle relazioni tra ragione e fede, e del rapporto tra musica e filosofia dal tardo medioevo alla prima età moderna.
Milbank, John
John Milbank è professore di Religion, Politics and Ethics presso l’Università di Nottingham, dove dirige il Centre of Theology and Philosophy. Co-fondatore del movimento di pensiero Radical Orthodoxy, è autore di numerosi volumi tra cui Theology and Social Theory (1990, 2006), The Word Made Strange (1997), Truth in Aquinas (2001, scritto con C. Pickstock), Being Reconciled: Ontology and Pardon (2003), The Suspended Middle (2005), The Future of Love (2009), The Monstrosity of Christ (2009, scritto con S. Žižek). Attualmente sta sviluppando una ricerca sul tema del dono.
Nussbaum, Martha
Martha Nussbaum è nata a New York nel 1947. Dopo essersi laureata all’Università di New York, si è specializzata e ha conseguito il dottorato di ricerca a Harvard sotto la guida di G.E.L. Owen, specializzato nello studio della filosofia antica e in particolare nel pensiero di Aristotele. Ha insegnato a Harvard e in seguito alla Brown, dove ha ottenuto il titolo di professore universitario. Attualmente detiene una cattedra di Diritto ed Etica all’Università di Chicago come Ernst Freund Distinguished Service Professor con impieghi presso il Dipartimento di Filosofia, la Law School e Divinity School. Ha ricevuto lauree honoris causa da numerose università statunitensi, europee e asiatiche, tra cui l’École Normale Supérieure e le Università di Emory e Georgetown. Ha collaborato con l’economista premio Nobel Amartya Sen su questioni di sviluppo ed etica, impegno che ha fruttato la pubblicazione di The Quality of Life (Oxford University Press, 1993) ed è culminato nella fondazione della Human Development and Capability Association nel 2003.
Tra le sue numerose opere, ricordiamo La fragilità del bene. Fortuna ed etica nella tragedia e nella filosofia greca (Il Mulino, Bologna 2004), L’intelligenza delle emozioni (Il Mulino, Bologna 2004), Nascondere l’umanità. Il disgusto, la vergogna, la legge (Carrocci, Roma 2005), Coltivare l’umanità (Carrocci, Roma 2006), e la sua ultima pubblicazione Non per profitto: in difesa dell’umanesimo (Il Mulino, Bologna 2011).
Pouivet, Roger
Roger Pouivet, professore presso la Université de Lorraine, direttore del Laboratoire d’Histoire des Sciences et de Philosophie – Archives Poincaré (Centre National de la Recherche Scientifique). Roger Pouivet si interessa principalmente di filosofia dell’arte (in modo particolare di ontologia e metafisica dell’arte) e di epistemologia delle credenze religiose. Le sue pubblicazioni includono: Esthétique et logique (Mardaga, Liège, 1996), Qu’est-ce que croire? (Vrin, Paris, 2006, 2nd ed.), Le réalisme esthétique (Presses Universitaires de France, 2006), Qu’est-ce qu’une oeuvre d’art? (Vrin, Paris, 2007), L’ontologie de l’oeuvre d’art (Vrin, Paris, 2010, 2nd ed.), Philosophie du rock (Presses Universitaires de France, 2010), La philosophie de Nelson Goodman (with J. Morizot, Vrin, Paris, 2011). He edited recently (with C. Michon): Philosophie de la religion: Approches contemporaines (Vrin, Paris, 2010), and (with D. Lukasiewicz) The Right to Believe: Perspectives in Religious Epistemology (Ontos Verlag, Frankfurt/Oder, 2012).
Pozzo, Riccardo
Riccardo Pozzo, nato nel 1959, si è laureato all’Università di Milano (1983). Ha ottenuto il dottorato alla Universität des Saarlandes (1988), la libera docenza alla Universität Trier (1995) e la conferma alla Catholic University of America (2000). Nel 2003 è stato chiamato alla cattedra di Storia della Filosofia dell’Università di Verona e nel 2009 ha assunto la direzione dell’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee del CNR. Ha scritto monografie sul Rinascimento (Schwabe, 2011), l’Illuminismo (Frommann-Holzboog, 2000), Kant (Lang, 1989), Hegel (La Nuova Italia, 1989) e articoli apparsi in «Archiv für Begriffsgeschichte», «American Catholic Philosophical Quarterly», «Berichte zur Wissenschaftsgeschichte», «Giornale critico della filosofia italiana», «Hegel-Jahrbuch», «History of Science», «History of Universities», «Intersezioni», «Jahrbuch für Universitätsgeschichte», «Journal of the History of Philosophy», «Kant-Studien», «Medioevo», «Philosophia», «Quaestio», «Review of Metaphysics», «Rivista di storia della filosofia», «Studi Kantiani» e «Topoi».
Samek Lodovici, Giacomo
Giacomo Samek Lodovici (Premio Gemelli 1999) è docente di Storia delle dottrine morali e ricercatore in Filosofia morale presso l’Università cattolica del Sacro Cuore. Scrive per varie riviste scientifiche ed è autore di numerosi articoli. Le sue monografie sono: La felicità del bene. Una rilettura di Tommaso d’Aquino, Vita e Pensiero, Milano 2002; L’utilità del bene. Jeremy Bentham, l’utilitarismo e il consequenzialismo, Vita e Pensiero, Milano 2004; Il ritorno delle virtù. Temi salienti della Virtue Ethics, ESD, Bologna 2009; L’emozione del bene. Alcune idee sulla virtù, Vita e Pensiero, Milano 2010. Il suo ultimo lavoro sulle virtù è Virtue at the Crossroads of Experience, Reason and Trust, in F. Botturi (ed.), Understanding Human Experience: Reason and Faith, Peter Lang, Bern et al. 2012, pp. 81-101.
Santambrogio, Marco
È ordinario di Filosofia del Linguaggio alla Facoltà di Lettere dell’Università di Parma. Ha lavorato nell’ambito della filosofia analitica principalmente in filosofia del linguaggio, sulla semantica delle iscrizioni di credenza, il riferimento e la teoria della verità. Tra i suoi interessi professionali la filosofia morale occupa una posizione non marginale. Alcuni dei suoi articoli sono stati pubblicati su The Journal of Philosophy, Nous, Synthese, Dialectica. È socio fondatore della European Society for Analytic Philosophy (ESAP) e della Italian Society for Analytic Philosophy (SIFA).
Scotti Muth, Nicoletta
Nicoletta Scotti Muth è ricercatore di storia della filosofia antica e insegna storia della metafisica antica presso l’Università Cattolica di Milano. La sua formazione – incentrata sullo sviluppo teorico del pensiero antico e su tematiche ad esso correlate nel pensiero filosofico contemporaneo – si è svolta presso la UCSC, l’International Academy of Philosophy (Dallas) e la LMU di Monaco di Baviera (Humboldt-Stipendium). Ha svolto studi sulla storia della tradizione platonica (Proclo), sul legame fra empirismo e fenomenologia in ambito gnoseologico (R.M. Chisholm), sulla storia dell’interpretazione della Metafisicadi Aristotele, sul legame fra tradizione greca e culture dell’Oriente Antico. E’ principal editordell’edizione italiana di Ordine e Storia(OS) di Eric Voegelin. Ha recentemente curato un volume miscellaneo di imminente pubblicazione, Prima della filosofia, che si propone come Companiona Israele e la rivelazione(I vol. di OS). Ha tradotto in italiano importanti opere di Robert Spaemann, Martha Nussbaum, Werner Beierwaltes, Thomas Szlezák, e il commentario di Frede-Patzig al libro Z della Metafisicadi Aristotele. Collabora con il Voegelin-Zentrum für Politik, Philosophie und Religion della LMU (Geschwister-Scholl-Institut).
Scruton, Roger
Roger Scruton (1944), filosofo e polemista inglese, è stato professore di Estetica al Birkbeck College dell’Università di Londra; attualmente è Research Professor nell’Institute for the Psychological Sciences, dove insegna filosofia. Impegnato a lungo nel sostegno ai dissidenti nell’Est Europa e in dibattiti politici e culturali, ha diretto per molti anni la Salisbury Review. Della sua vasta produzione sono stati tra l’altro tradotti in italiano: Guida filosofica per tipi intelligenti (Cortina, 1998), L’Occidente e gli altri. La globalizzazione e la minaccia terroristica (Vita e Pensiero, 2004), Manifesto dei conservatori (Cortina, 2007), Gli animali hanno diritti? (Cortina, 2008); La cultura conta. Fede e sentimento in un mondo sotto assedio (Vita & Pensiero, 2008); Bevo dunque sono. Guida filosofica al vino (Cortina, 2010).
Spaemann, Robert
È nato a Berlino nel 1927. Dopo studi di filosofia, storia e letteratura in varie università tedesche ed a Parigi, ha conseguito il dottorato di ricerca a Münster sotto la guida di Joachim Ritter, animatore di quel Collegium Philosophicum di cui egli comincia a far parte assieme a, tra gli altri, Hermann Lübbe, Odo Marquard, Ernst-Wolfgang Böckenförde. Dopo l’Habilitierung, conseguita nel 1962, ha insegnato Filosofia a Stoccarda, Heidelberg e Monaco dove, nel 1992 è divenuto professore emerito. Nel corso della sua attività accademica è stato visiting professor a Salisburgo e Rio de Janeiro.
La sua opera, da anni ormai tradotta e studiata anche fuori dalla Germania, si è mossa dall’indagine sulla natura e le manifestazioni della modernità con un’attenzione particolare al fondo ontologico delle sue trasformazioni e sulla ricaduta etico-antropologica di esse. Tra gli altri saggi e volumi, proprio ad una proposta teoretico-positiva in ambito etico ed antropologico sono dedicati i suoi importanti volumi Glück und Wohlwollen. Versuch über Ethik (Klett-Cotta, 1989), tradotto in Italia per i tipi di Vita e Pensiero (Felicità e Benevolenza, 1998) e Personen. Versuche über den Unterschied zwischen ‘etwas’ und ‘jemand’ (Klett-Cotta 1996), edito in Italia da Laterza (Persone. Sulla differenza tra “qualcosa” e “qualcuno”, 20072). Al problema di Dio e della praticabilità della domanda razionale sulla sua esistenza ha dedicato la sua recente raccolta di saggi Das unsterbliche Gerücht. Die Frage nach Gott und der Aberglaube der Moderne (Klett-Cotta, 2007 trad. it. La diceria immortale. La questione di Dio o l’inganno della modernità, Cantagalli, 2008).
L’editore Klett-Cotta ha recentemente iniziato la pubblicazione dei suoi saggi e discorsi con il volume Schritte über uns hinaus. Gesammelte Reden und Aufsätze I (2010).
Szymborska, Wisława
Wisława Szymborska nasce a Prowent (oggi Bnin, facente parte di Kórnik), nei pressi di Poznań, il 2 luglio 1923. Dal 1945 al 1947 studia lettere e sociologia all’Università Jagellonica di Cracovia. Nel 1945 pubblica il suo primo poema, Szukam słowa (Cerco la parola). Nel 1948 sposa Adam Włodek (1922-1986), capo redattore del Dziennik Polski (“Quotidiano polacco”). Divorziata da lui nel 1954, nel 1967 si legherà allo scrittore Kornel Flipowicz (1913-1990). Nel 1952 pubblica Dlatego żyjemy (Per questo viviamo), sua prima raccolta di versi, ed entra a far parte del Partito Operaio Unificato Polacco (PZPR), da cui uscirà nel 1966, per protesta contro l’espulsione del filosofo Leszek Kolakowski. Dal 1953 dirige la redazione di poesia di Życie literackie, dove faranno il loro esordio alcuni dei più importanti poeti polacchi. Costretta a lasciare il suo posto alla redazione di poesia, su Życie literackie – a partire dal 1966 – terrà una sua rubrica di recensioni: Lektury nadobowiązkowe (Letture facoltative). Le Letture facoltative riceveranno ben cinque edizioni in forma di raccolta (1973, 1981, 1992, 1996, 2002). Nel 1954 esce la sua seconda raccolta di componimenti poetici, Pytania zadawane sobie (Domande poste a me stessa). A partire dal 1960 terrà in forma anonima, insieme al critico Włodizmierz Maciąg la rubrica Poczta literacka (Posta letteraria), dove rispondeva alle lettere di poeti dilettanti in cerca di consigli. In tutto Wisława Szymborska ha pubblicato dodici raccolte di poesie e otte volumi antologici: Dlatego żyjemy (1952), Pytania zadawane sobie (1954), Wołanie do Yeti (Appello allo Yeti, 1957), Sól (Sale, 1962), Wiersze wybrane (Versi scelti, 1964), Poezje wybrane (Poesie scelte, 1967), Sto pociech (Uno spasso, 1967), Poezje (Poesie, 1970), Wszelki wypadek (Ogni caso, 1972), Wybór wierszy (Antologia di versi, 1973), Tarsjusz i inne wiersze (Tarsius e altri versi, 1976), Wielka liczba (Grande numero, 1976), Poezje wybrane II (Poesie scelte II, 1983), Ludzie na moście (Gente sul ponte, 1986). Koniec i początek (La fine e l’inizio, 1993, 1996), Widok z ziarnkiem piasku. 102 wiersze (Vista con granello di sabbia, 1996), Chwila (Attimo, 2002), Dwukropek (Due punti, 2005), Zmysł udziału (Senso di partecipazione, 2006), Tutaj (Qui, 2009), Milczenie roślin (Il silenzio delle piante, 2011). In aggiunta, ha pubblicato Poczta literacka czyli jak zostać (lub nie zostać) pisarzem (Posta letteraria, ossia come diventare (o non diventare) scrittore, 2000) e Rymowanki dla dużych dzieci (Filastrocche per bambini grandi, 2003). Ha curato l’antologia di poesia polacca contemporanea Wieczór autorski (Serata d’autore. 1992). Alla scrittura poetica, W. Szymborska ha affiancato anche un’attività di traduttrice, pubblicando sue versioni di poesia francese ed yiddish. Insignita del premio Goethe nel 1991, ha ricevuto il premio Herder nel 1995. Nello stesso anno diviene membro dell’Accademia Polacca di Arti e Scienze di Cracovia (PAU) e riceve la laurea honoris causa presso l’Università Adam Mickiewicz di Poznań. Nel 1996 le viene attribuito il premio del Pen Club di Polonia e il Premio Nobel per la Letteratura. È stata insignita della Croce di Cavaliere dell’Ordine della Polonia Restituita, dell’Ordine dell’Aquila Bianca e della Medaglia d’oro “Gloria Artis”. Si è spenta nella sua casa di Cracovia il 1 febbraio 2012. Le sue opere sono state tradotte e pubblicate in inglese, francese, tedesco, russo, svedese, italiano, danese, ebraico, ceco, slovacco, serbo-croato, romeno, bulgaro.
Torralba, José María
José María Torralba è professore del Dipartimento di Filosofia presso la Universidad de Navarra e, al momento, Visiting scholar presso la University of Chicago. È autore di Libertad, objeto práctico y acción. La facultad del juicio en la filosofía moral de Kant (Olms, Hildesheim 2009) e Acción intencional y razonamiento práctico según G. E. M. Anscombe (Eunsa, Pamplona 2005). Ha pubblicato Natural Law: Historical, Systematic and Juridical Approaches (Cambridge Scholars Publishing, Newcastle 2008; con A. N. García y M. Silar), e il testo di G. E. M. Anscombe, La filosofía analítica y la espiritualidad del hombre. Lecciones en una Universidad de Navarra (Eunsa, Pamplona 2005; con Jaime Nubiola). Le sue aree di interese sono: filosofia morale, teoria dell’azione, ragione pratica e le scienze sociali, Kant, Hegel e Anscombe.
Turnbull, Neil
Neil Turnbull è Principal Lecturer in filosofia presso la Nottingham Trent University. È autore di numerosi saggi filosofici e teoretico-sociale, ed è inoltre redattore della rivista Radical Orthodoxy: Theology, Philosophy, Politics. È stato redattore per la collana dei testi Manifestos e ha anche lavorato come redattore per le riviste Theory, Culture and Society e Body and Society. La sua attuale ricerca riguarda il problema del rapporto tra filosofia e modernità. Al momento sta scrivendo due libri, sulla ‘metafisica della scienza’ e il ‘secolarismo’.
van Inwagen, Peter
John Cardinal O’Hara Professor of Philosophy all’Università di Notre Dame. In precedenza ha insegnato presso la Syracuse University. Van Inwagen è uno dei pensatori analitici più importanti in ambito metafisico e sui temi della filosofia dell’azione e della religione. Nel 2002 ha tenuto le prestigiose Gifford Lectures presso l’università di St. Andrews. Tra le sue opere principali: An Essay on Free Will, Clarendon, Oxford 1983; Material Beings, Cornell University Press, Ithaca 1990; Metaphysics, Westview, Boulder 1993 (ed. riv. 2002 e 2008); God, Knowledge and Mystery: Essays in Philosophical Theology, Cornell University Press, Ithaca 1995; The Possibility of Resurrection and Other Essays in Christian Apologetics, Westview, Boulder 1998; Ontology, Identity, and Modality: Essays in Metaphysics. Cambridge University Press, Cambridge 2002; The Problem of Evil, Clarendon, Oxford 2006 (Gifford Lectures 2002) anche online. La prima traduzione italiana di un suo libro (Metaphysics, nell’ultima edizione) sta per essere pubblicata dalle Edizioni Cantagalli, Siena.
Wandelfels, Berhard
Nato nel 1934 a Essen, è uno dei massimi esponenti della fenomenologia oggi in attività. Dopo aver studiato in varie Università tedesche e francesi (in particolare a Parigi, dove ebbe modo di confrontarsi personalmente con Merleau-Ponty), divenne professore alla Ludwig-Maximilians-Universität München e raggiunse l’ordinariato nel 1976 presso l’Universität Bochum, di cui è attualmente Professore Emerito (dal 1999). Le sue ricerche fenomenologiche si concentrano principalmente sul tema dell’estraneità o dell’estraneo, applicato in particolar modo al corpo, al linguaggio, al concetto della modernità e alle relazioni interculturali. Tra le sue numerose opere, sono pubblicate in italiano Fenomenologia dell’estraneità (Vivarium, Napoli 2002), Estraniazione della modernità. Percorsi fenomenologici di confine (Città Aperta, Troina 2005) e Fenomenologia dell’estraneo (Raffaello Cortina, Milano 2008). È in corso di pubblicazione per i tipi di Rosenberg & Sellier il volume delle lezioni da lui tenute nel 2010 a Torino presso la Scuola di Alta Formazione Filosofica.
Zagzebski, Linda
Linda Zagzebski è George Lynn Cross Research Professor di Filosofia e Kingfisher College Chair di Filosofia della religione ed Etica presso la University of Oklahoma. È stata Presidente della Society of Christian Philosophers e della American Catholic Philosophical Association. Ha tenuto numerosi corsi e conferenze. Si ricordano qui: le Romanell Lectures presso la Phi Beta Kappa (2005), le McCarthy Lectures presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma (2006), le Wilde Lectures in Natural and Revealed Religion a Oxford (2010), e le Kaminski Lectures presso l’Università Cattolica Giovanni Paolo II di Lublino, Polonia (2012). I suoi libri includono The Dilemma of Freedom and Foreknowledge, (Oxford University Press, 1991), Virtues of the Mind (Cambridge University Press, 1996), Divine Motivation Theory (Cambridge University Press, 2004), Philosophy of Religion: An Historical Introduction (Blackwell, 2007), e On Epistemology (Wadsworth, 2008). Molti I libri e gli articoli dedicati alla epistemologia delle virtù, alla filosofia della religione e alle virtù etiche. Il suo libro più recente è Epistemic Authority: A Theory of Trust, Authority, and Autonomy in Belief, in corso di puppblicazione presso la Oxford University Press.
