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Numero 9, novembre 2014 - Humanitas

In questo periodo storico il concetto di humanitas è lontano dal venire considerato al centro dello sviluppo della società. Esso è un concetto bistrattato. In ambito civile si assiste a uno scontro feroce sulla tutela dei diritti nella definizione del soggetto umano, in ambito politico a uno spietato scontro di civiltà. Si assiste al tentativo di una riformulazione di ciò che è umano, della dignità e dei diritti dell’uomo. Trovati i confini è dunque possibile stabilire che cosa sia oggi da considerare humanitas, che cosa meriti dignità e diritti. Ma come trovare tali confini? Secondo quale criterio? In virtù di che cosa l’umano è umano? I contributi raccolti in questo volume vogliono essere un aiuto per porre l’attenzione su una tematica che è necessaria alla formazione dell’uomo e al benessere della società. Apre il volume l’esclusiava di Stanislaw Grygiel, cui seguono le interviste a Vittorio Possenti e a François Saint-Ouen. Accanto alla sezione di saggi con i contributi di Eleonora De Conciliis, Michele Marsonet, Josef Seifert, Tine Stein e Giovanni Pugliesi, vi sono gli studi di Elena Bartolini, Tommaso Morawski e Nasser Suleiman Gabryel. Chiude il volume un’ampia rassegna di convegni e di testi di recente pubblicazione.

Numero 8, marzo 2014 - Anima

Ad aprire questo volume è l’eccezionale testo Über Lieb une Seele di Max Scheler sinora rimasto inedito. Seguono le interviste a Roger Scruton e Pierangelo Sequeri. Nella storia dell’Occidente il concetto di anima ha radici profonde. Esso sembra essere in uso principalmente in un contesto cristiano, la sua origine però è più antica; se ne trova traccia infatti in Socrate, fondatore della filosofia morale dell'Occidente. Nel dibattito contemporaneo l’anima ha però subito una trasformazione, per cui pare lecito parlarne in contesti religiosi mentre sembra sempre più opportuno trattare di mente o cervello in altri ambiti. Questo volume, attraverso una corale di contributi, vuole offrire uno studio sul tema dell’anima, mettendo in evidenza la trasformazione che nella storia della cultura tale concetto ha subito. Sono qui inclusi gli studi di Gianfranco Basti, Christopher Hughes, Joseph Karbowski, Andrea Lavazza, Antonio Petagine, Vittorio Possenti, Josef M. Seifert. Chiude il volume una ricca sezione di cronache di convegni e testi di recente pubblicazione.

Numero 6, marzo 2013 - Bene comune

Ospitiamo in esclusiva in questo numero, dedicato al tema del bene comune, il contributo di S. Em. Card. Angelo Scola. L’obiettivo del volume è quello di indagare la nozione di bene comune, categoria ormai non più ovvia e difficilmente descrivibile. Introducono allo studio le interviste a Guido Calabresi e Robert R. Wallace, affermati studiosi di fama internazionale, che presentano il tema mostrandone la complessità da due diffe- renti punti di vista: l’uno giuridico ed economico, l’altro strettamente storico. Seguono i preziosi contributi di Lorenzo Cantoni, Andrea Favaro, Markus Krienke, Mauro Magatti in collaborazione con Monica Martinelli, Ulrich Metschl, Giuseppe Mastromatteo in collaborazione con Stefano Solari, Christopher O. Tollefsen. Chiude il volume una ricca raccolta di convegni e testi di recente pubblicazione.

Numero 5, novembre 2012 - Tradizione e innovazione

Questo volume, interamente dedicato al tema della tradizione, è il frutto di una lunga ricerca a livello internazionale. Sorprende che all’interno del panorama filosofico scarseggino gli studi su questo problema, che, per quanto sfuggente, rappresenta una delle basi dell’elaborazione di un pensiero filosofico. Il volume è costituito da due parti principali: saggi e note. Gli autori della prima sezione sono Enrico Berti, Francesco Botturi, Rémi Brague, Timothy Chappell, Francesco D’Agostino, Alessandro Ghisalberti, Anna Marmodoro, Francesco Orilia, Roberta Sala, Lucia Stramaccioni. Le ricerche qui presentate costituiscono un’introduzione al tema della tradizione, analizzato da prospettive diverse, dall’etica alla politica o ancora alla logica, alla luce del concetto di ‘innovazione’. Gli autori dei saggi si interrogano sul senso della parola ‘tradizione’, chiedendosi quale sia oggi il suo significato e per quale motivo essa debba venire salvata o, in alternativa, quali siano le ragioni che portano a trascurarla, dimenticarla o ancora rifiutarla. Nella seconda sezione, quella delle note, troviamo invece i contributi di Giovanni Botta, Marco Damonte, Hasse Hämäläinen, Aleksandar Kandić, Michele Mangini, Emanuele Lacca, Gennaro Luise, Paolo Monti, Cecilia Ricci, Elena Tatievskaya, Maria Silvia Vaccarezza, Massimo Vittorio. Chiude il volume una preziosa e completa rassegna bibliografica a cura di Luca Di Donato sul tema in oggetto.

Numero 4, marzo 2012 - Le virtù

Apre questo numero dedicato al tema delle “virtù” l’intervista a Stanislaw Grygiel dal titolo “Prawda się razem dochodzi i czeka!” (“La verità si aspetta e si raggiunge insieme!”); queste pagine costituiscono un invito ad un filosofare attento e appassionato. Segue il dialogo con Stanley Hauwerwas, professore presso la Duke Divinity School, il quale spiegando lo sviluppo del suo pensiero sulla base di diversi autori, quali Alasdair MacIntyre, John Howard Yoder, Karl Barth e Tommaso d’Aquino, propone una analisi approfondita della correlazione tra ragion pratica e le virtù. In esclusiva abbiamo scelto di includere per la prima volta in traduzione italiana il celebre saggio di Philippa Foot “Razionalità e virtù” e l’inedito “51 per cento” del “Mozart della Poesia” Wisława Szymborska, premio Nobel per la letteratura nel 1996. Composto in ono- re della poetessa di recente mancata, è inoltre il contributo di Luca Bernardini dal titolo “L’ermeneutica dello stupore nella poesia di Wisława Szymborska”. Molti sono gli autori che in questo numero analizzano il tema delle ‘virtù’ alla luce delle ul- time ricerche tra cui: Michele Mangini, Margarita Mauri, Roger Pouivet, Giacomo Samek Lodovici, Nicoletta Scotti Muth, Linda Zagzebski. A conclusione presentiamo una ricca sezione di cronache di recenti convegni e testi di ultima pub- blicazione; tra i contributors: Glenda Franchin, Paolo Valvo, Andrea Kimberley Hefti, Luca Pelliccioli, Paolo Monti, Ariberto Acerbi, Juan José Sanguineti, Angelo Campodonico, Gabriele De Anna, Francesco Calemi, Marco Damonte, Mario Micheletti, Ruggero D’Alessandro, Anna Rita Innocenzi, Michele Paolini Paoletti.

Numero 3, settembre 2011 – Giudizio e autorità

Talvolta si percepisce una sorta di discrepanza tra il giudizio pronunciato dall’individuo e l’ordine sociale in cui riversa la sua creatività umana in riferimento ad una autorità. La conseguenza è che la società non è più considerata come l’ambito in cui l’individuo stesso matura una sua fio- ritura. Ma che cosa significa giudicare? Quale è il nesso del giudizio con l’autorità? È questo un riferimento obbligato, necessario? A fronte di tali interrogativi, proponiamo in esclusiva l’inter- vista a Martha Nussbaum, docente di Diritto ed Etica presso la University of Chicago, e il saggio di Roger Scruton, Arte, bellezza e giudizio. Molti sono inoltre gli interventi volti a fornire una analisi dettagliata del rapporto giudizio-autorità da un punto di vista filosofico, giuridico e politico. Tra i contributors: Stefano Biancu, Gabriele De Anna, Andrea Favaro, Lucio Giuliodori, Sante Maletta, John Milbank, Riccardo Pozzo, José María Torralba, Neil Turnbull.